E SE FOSSI COSTRETTO A RIMANERE? Processi creativi per la costruzione di legami sociali
E SE FOSSI COSTRETTO A RIMANERE?
PROCESSI CREATIVI PER LA COSTRUZIONE DI LEGAMI SOCIALI
Piedimonte Matese 2024-2025
Si รจ concluso il progetto “E se fossi costretto a rimanere?” promosso dalla ASL di Caserta / UOSM 15, e realizzato in partenariato con l’Associazione Rena Rossa in collaborazione con Transverbera. Il progetto ha coinvolto un gruppo di giovani in una serie di laboratori creativi (teatro, lettura e scrittura) e il processo รจ stato poi raccontato in una docufiction finale.
Ribaltando la retorica sullโabitare le aree interne, i partecipanti hanno condiviso il what if โE se fossi costretto a rimanere?โ: chiusi i confini territoriali, come in un lockdown, hanno provato a immaginare e reinventare vite e relazioni sociali.
Di seguito la relazione finale delle attivitร curate anche dalla Fondazione e inserite nel progetto.
Il progetto ha sviluppato una proposta culturale e sociale fortemente connessa alle finalitร espresse dal bando, ossia promuovere la salute, il benessere e corretti stili di vita attraverso attivitร laboratoriali che favoriscono la socializzazione, la consapevolezza emotiva, lโimmaginazione e la costruzione di legami comunitari con le specificitร delle Aree Interne, in particolare quella dellโAlto Matese.
Nel corso degli incontri si รจ dato spazio a un processo creativo e riflessivo, che ha preso avvio da una domanda potente quanto semplice: “What if? – E Se?โ, in particolare โE Se fossi costretto a rimanere?โ. Questo interrogativo, declinato in forme diverse lungo ciascun laboratorio, ha agito da dispositivo narrativo e performativo, generando un ambiente immaginativo dove รจ stato possibile sospendere il giudizio, ribaltare schemi di pensiero convenzionali, destrutturare stereotipi e aprire nuove visioni, nuove possibilitร di racconto e di senso di appartenenza ad un Paese-Comunitร .
Infatti, lโutilizzo del “what if” come motore narrativo si รจ rivelato fondamentale per affrontare in modo inedito e laterale la questione delle aree interne. Esso ha permesso ai partecipanti di prendere le distanze dalla retorica del vuoto, dellโabbandono o dellโalienazione, per esplorare invece con maggiore libertร scenari alternativi, interrogativi sul futuro, desideri latenti, identitร plurime. Questo approccio ha creato un tempo e uno spazio condivisi, performativi e immersivi, dove la riflessione si รจ intrecciata con l’azione, la memoria con la creazione, lโindividuale con il collettivo.
Un altro elemento centrale รจ stato lโuso di un approccio cross-mediale, che ha ampliato e potenziato lโesperienza laboratoriale. I temi del Podcast โSpaesatiโ, sono stati integrati in ogni incontro con testi di letteratura ed esercizi laboratoriali. Questi strumenti hanno svolto una funzione doppia: da un lato hanno alimentato lโimmaginario collettivo e stimolato riflessioni; dallโaltro hanno favorito lโaccesso equo e inclusivo ai contenuti, permettendo a ciascun partecipante di trovare la propria modalitร espressiva privilegiata, valorizzando la pluralitร dei linguaggi e dei vissuti.ย
I focus groups, come forma scelta di conduzione, hanno funzionato da catalizzatori di esperienze e di narrazioni, con i facilitatori a guidare le discussioni e a stimolare la costruzione di personaggi fondamentali allo sviluppo della trama scelta per il What if ?, nati dal confronto e dalle emozioni.ย
Durante il primo incontro si รจ lavorato sulla metafora della โisolaโ, adottata nellโincontro iniziale, ha segnato simbolicamente lโintero percorso, evocando una condizione di apparente immobilitร da cui partire per reinventare legami, ruoli, tradizioni, economie e relazioni. In questo scenario, le aree interne sono state vissute non piรน come margini passivi, ma come laboratori viventi di trasformazione e sperimentazione, luoghi dove immaginare il futuro possibile, anzi, i futuri plurali.
In generale, tutti gli incontri hanno avuto come focus uno sguardo che ha sempre cercato di sfuggire alla semplificazione, mettendo in discussione i clichรฉ e proponendo nuovi paradigmi, nuovi ruoli e nuove visioni per abitare i territori in modo attivo, creativo e condiviso.
I successivi incontri hanno avuto come tematiche: Il senso di appartenenza, ruolo dei giovani allโinterno della comunitรก, in cui ci si รจ chiesti se รจ possibile raccontare tutto ciรฒ senza i rischi di una retorica irricevibile? Eโ possibile una nuova e piรน autentica narrazione per i nostri Paesi?; La gestione tempo, in cui ci si รจ chiesto se cโรจ bisogno di rallentare per ritrovare un equilibrio con lโambiente, con il lavoro, con noi stessi, per una giusta armonia tra i diversi tempi della vita. Un elogio della lentezza per recuperare il rapporto con i luoghi.
Durante il quarto incontro, intitolato Il Rito e gli Squali Esterni, si รจ riflettuto sul significato profondo del concetto di โpaeseโ, inteso non solo come luogo fisico ma come rete di relazioni e funzioni che generano senso di appartenenza. Si รจ affrontato il tema delle tradizioni e dei riti come strumenti per rafforzare il gruppo in un mondo reso instabile dalla presenza di โsqualiโ, metafora delle minacce esterne. E al fine di creare nuove tradizioni e riti ci si รจ mossi per creare un Inno che rappresenti la comunitร . Lo scopo dellโinno รจ stato quello di evocare Lo Spirito del Margine che compare per svelare le difficoltร che affliggono le aree interne, e trovare nuove direttrici per affrontarle. In particolare ci si focalizzรฒ su quattro tematiche principali: Cultura ed Educazione, Sostenibilitร , Inclusione. Per ciascuna parola, lo Spirito propose letture poetiche, che poi ogni giovane ha interiorizzato ed usato per per arricchire la costruzione del proprio personaggio, in vista della fase successiva del progetto. ย
Infatti, terminata questa fase il progetto ha avuto una evoluzione: il laboratorio teatrale ha sviluppato un percorso che si รจ concretizzato secondo le linee guida degli altri partner di progetto (Rena Rossa e Transverbera) riscontrabili al seguente link:
https://www.transverbera.com/costretti-a-restare/










