SBAM: Incontri ravvicinati – Edizione 2026
Clinica dell’anima – il contributo degli Istituti Culturali al benessere della persona e della comunità
Anche quest’anno, è tutto pronto per SBAM, l’appuntamento annuale della Fondazione San Bonaventura dedicato al mondo degli operatori culturali. Biblioteche, Archivi e Musei in dialogo tra loro, per due giorni di condivisione, contaminazione, proposte e idee da scambiare. L’evento si terrà nei giorni 23 e 24 ottobre nella biblioteca Fra Landolfo Caracciolo del complesso di San Lorenzo Maggiore a Napoli, sede della fondazione.
Questa sesta edizione, realizzata anche grazie al contributo della Regione Campania e del MIC , avrà come tema centrale il Welfare culturale inteso come modello integrato di promozione del benessere e della salute degli individui e delle comunità attraverso pratiche fondate sulle arti visive, performative e sul patrimonio culturale. Si indagherà e si esplorerà, seguendo diversi filoni, l’attualità della locuzione greca psychês iatréion, clinica dell’anima: cioè del ruolo che gli istituti culturali giocano all’interno dei contesti in cui operano e del contributo che danno al benessere delle comunità e delle persone.
I lavori si apriranno con la consegna del terzo premio San Bonaventura. Con esso, a cadenza biennale, la fondazione premierà una personalità che si è distinta negli anni per il sostegno alle attività culturali (i primi due premi sono andati a Massimo Bray e Silvia Costa). Il destinatario occuperà la prima sessione, tenendo una lectio magistralis.
Come di consueto sarà aggiudicato il premio Maneant, dedicato a progettualità virtuose di biblioteche, archivi e musei. Esso punta a valorizzare esperienze di varie realtà (tanto periferiche che centrali o di consolidata tradizione che siano) che utilizzino l’arte e la cultura come strumenti di trasformazione sociale e che diano voce, allo stesso tempo, a storie di salute e benessere incardinate nelle attività di archivi, biblioteche e musei. Le iscrizioni sono aperte dal giorno 20 luglio e saranno attive fino al 20 settembre 2026.
I finalisti del premio Maneant presenteranno le loro esperienze all’inizio di ogni sessione, a cui seguirà un focus di uno o più esperti e, a seguire, una parte laboratoriale, mediata da docenti o operatori culturali, in grado di dare voce e partecipazione attiva ai convenuti.
La seconda sessione ha per titolo L’alleanza virtuosa tra cultura, salute e benessere e sarà dedicata al contributo al benessere psicologico e sociale individuale e collettivo che possono fornire gli istituti culturali alle comunità in cui operano. Progetti mirati possono fare la differenza. E, in questo ambito, si intende dar voce proprio a quelle idee che hanno come obiettivo quello di intervenire lì dove le disuguaglianze rischiano di lasciare indietro le persone.
Il modulo successivo, invece, prevede un’inedita occasione di incontro tra operatori culturali e alcuni degli atenei con i quali la fondazione ha attivato nel corso degli anni un protocollo di collaborazione scientifica e realizzato progetti vincenti. Si intende qui dialogare sulla “terza missione” delle università. Essa affianca la ricerca e la didattica, impegnando gli atenei a trasferire le proprie competenze direttamente nella società. Questa “apertura”, garantendo un impatto reale sul benessere della comunità attraverso il public engagement, l’inclusione sociale, la tutela della salute e la valorizzazione del patrimonio culturale, ben si inserisce nella tematica proposta in questa edizione e, condividendo anche le strategie culturali della Fondazione e lo spirito degli obiettivi di SBAM, offre agli operatori e agli enti partecipanti un’occasione di incontro, di dibattito e, si auspica, anche di collaborazione. Con la “terza missione” l’università entra nel territorio e ci lavora insieme, migliorando la qualità della vita dell’intera comunità. Ma tutto questo non è solo public Engagement, l’università in piazza che realizza iniziative e porta conoscenza e consapevolezza civica al territorio. Si tratta anche di “trasferimento tecnologico”, cioè di opportunità di supporto alla nascita di start-up innovative, nonché di costruzione di ponti con le imprese locali: un circolo virtuoso che genera innovazione, crescita economica e nuove opportunità occupazionali in cui trova cittadinanza il welfare culturale. E non escludiamo, infine, il compito per gli istituti culturali legato al sostegno a forme di educazione Continua con cui vengono attivati corsi e percorsi formativi mirati, pensati per i professionisti del territorio. Così si aggiornano competenze e si risponde in modo diretto alle trasformazioni del mercato del lavoro.
Per questo restano fondamentali i momenti laboratoriali. In questi momenti infatti, in una dinamica propria di un Hub culturale, si sarà chiamati ad elaborare idee progettuali e/o percorsi integrati, replicabili e, si auspica, cantierabili. Essi saranno raccolti in schede poi offerte tramite i canali della Fondazione agli operatori e agli istituti che ne faranno richiesta.
Ad accompagnare i lavori vi saranno, come sempre, momenti di convivialità e di scambi informali, ma anche momenti dedicati all’opera di due grandi della nostra letteratura, Luigi Pirandello e Benedetto Croce, di cui, quest’anno, cadono importanti anniversari.



